Il giorno 22 settembre 2019 è stato inaugurato il nuovo auditorium comunale intitolato ad Anna Maria Mozzoni.
Data Pubblicazione: 8 Luglio 2024
Il giorno 22 settembre 2019 è stato inaugurato il nuovo auditorium comunale intitolato ad Anna Maria Mozzoni.
Data Pubblicazione: 8 Luglio 2024
Uno spazio aperto alle diverse attività culturali della cittadinanza, connesso ai plessi scolastici di Mozzo e con la possibilità di utilizzo anche all'esterno grazie alla parete mobile in vetro.
Dopo una consultazione aperta alla cittadinanza su di una rosa di 5 nomi proposti dall'Amministrazione Comunale, la scelta è caduta su Anna Maria Mozzoni:
la scelta condivisa di intitolare ad Anna Maria Mozzoni questo luogo di cultura, confronto e partecipazione ci consente di riscoprirci attenti ai processi di emancipazione femminile e di conquista dell'uguaglianza di genere. Spesso ci dimentichiamo di questa figura, oppure non ne conosciamo la storia, nonostante sia da considerarsi una pioniera del femminismo italiano, vissuta all'interno di un contesto storico e culturale (quello ottocentesco) in cui la donna veniva relegata al ruolo di “angelo del focolare”.
Anna Maria Mozzoni dedicò la propria vita alle donne: per questo motivo, riteniamo che la sua battaglia non debba essere dimenticata. Ci auguriamo, al contrario, che diventi un monito e una spinta al miglioramento della condizione femminile in Italia e nel resto del mondo.
Ripercorriamo brevemente la sua vita, le sue lotte e le sue conquiste.
Anna Maria Mozzoni, sin dalla prima giovinezza, potè toccare con mano la problematicità della condizione femminile italiana: nonostante le nobili origini, la famiglia decise di destinarla ad un collegio femminile, in modo tale da riservare le proprie risorse alla formazione dei fratelli maschi. Tuttavia, Anna Maria si discostò dall'educazione ricevuta in collegio: un ambiente chiuso, gretto e reazionario, che la spinse, una volta tornata a casa, a rifugiarsi nella biblioteca di famiglia, che ella avrebbe successivamente considerato la sua vera scuola. Ed è proprio in questo luogo che nasceranno il germe del suo pensiero ed il motore della sua lotta, basati su di un'amara consapevolezza: l'appartenenza al “gentil sesso” comporta il mancato accesso ai mondi del lavoro e dell’istruzione, nonché un'incondizionata subordinazione al volere della propria famiglia o del marito.
Nel 1864, a pochi anni dall’unificazione d’Italia e all'età di soli 27 anni, Anna Maria Mozzoni scrisse “La donna e i suoi rapporti sociali”, un testo che getterà le basi del femminismo in Italia, e il cui carattere rivoluzionario è intuibile dalle seguenti affermazioni: «Non dite più che la donna è fatta per la famiglia, che nella famiglia è il suo regno e il suo impero! Le son queste vacue declamazioni come mille altre di simil genere! Ella esiste nella famiglia, nella città, in faccia ai pesi e ai doveri; di questi all'infuori, ella non esiste in nessun luogo». Per sottolinearne l'audace lungimiranza, ricordiamo che fu pubblicato ben 5 anni prima de “La servitù delle donne” di Stuart Mill, opera considerata la bibbia del femminismo nel mondo (e di cui la stessa Mozzoni elaborò una traduzione).
Significativo fu l’impegno presso la Scuola Superiore femminile «Maria Gaetana Agnesi», presso la quale insegnò per alcuni anni filosofia morale, convinta che l'istruzione e l'educazione femmili fossero imprescindibili in vista di una maggiore partecipazione sociale e politica della donna.
Anna Maria Mozzoni fece dell’uguaglianza di genere la missione della propria vita: instancabile e tenace, mossa dall'intento di promuovere una forte presa di coscienza, fondò associazioni e movimenti, sottoscrisse documenti e tenne comizi. La rivendicazione dei diritti della donna rappresentava per lei «la suprema, la più vasta e radicale delle questioni sociali»: proprio a tal fine propose gli strumenti della rivoluzione e della riforma, in quanto «i diritti e le libertà ottenute in dono sono illusorie».
Altro principale obiettivo politico del femminismo dell’epoca era costituito dal voto. Fin dalle sue prime uscite pubbliche, Anna Maria Mozzoni si battè per questo obiettivo, considerato vitale da due punti di vista: da un lato, in quanto le istituzioni non avrebbero potuto dirsi libere sinché le donne non avessero contribuito alla loro formazione; dall'altro lato, poichè le donne non avrebbero potuto porre fine alla loro assenza morale dalla vita nazionale, se non avessero avuto la possibilità di eleggere i rappresentanti e di essere a loro volta elette.
La sua prima petizione per il voto è presentata al Parlamento e all’opinione pubblica nel 1877; un’altra, firmata da venti donne di prestigio (tra cui Teresa Labriola e Maria Montessori) è presentata nel 1906, nell’ambito della vasta e lunga discussione sulla riforma elettorale. Questo dibattito contribuì, tra l'altro, all'approvazione del suffragio universale maschile dei cittadini maggiorenni, che fossero in grado di leggere e scrivere o che avessero preso parte al servizio militare. Tuttavia, la Mozzoni rivendicava l'estensione di tale diritto al mondo femminile, «perché» (sosteneva) «siamo cittadine, perché paghiamo tasse e imposte, perché siamo produttrici di ricchezza, perché paghiamo l’imposta del sangue nei dolori della maternità, perché infine portiamo il contributo dell’opera e del denaro al funzionamento dello Stato».
Oggigiorno, fortunatamente, il contesto storico, sociale e culturale nel quale viviamo si discosta notevolmente da quello descritto: diritto di voto, diritto all’istruzione e maggiore libertà di scelta appaiono ai nostri occhi concetti quasi scontati. Per questo motivo, riteniamo che Anna Maria Mozzoni non vada dimenticata: la sua determinazione ha contribuito a cambiare in meglio il nostro paese, affermando diritti e libertà da sempre negati.
Le richieste per l'utilizzo dell'Auditorium o della Sala civica devono pervenire all'Ufficio di protocollo del comune di Mozzo di norma almeno 30 giorni prima della data prevista per l'iniziativa, esclusivamente a mezzo del modulo (scaricabile nei link utili).
Con la delibera 132/2022, la Giunta Comunale ha approvato il regolamento e le tariffe per l'utilizzo dell'Auditorium che sono scaricabili nei link utili.
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