Un impianto di Terna da oltre 130 chilovolt a Mozzo. La posizione dell’Amministrazione

Il Comune di Mozzo aveva espresso già nel 2023 le proprie perplessità di fronte all’avvio dell’iter di realizzazione del progetto. «Abbiamo dato un parere negativo per la non conformità dell’opera con il nostro regolamento urbanistico vigente», sottolinea a L’Eco di Bergamo il Sindaco Gianluigi Ubiali.

Data Pubblicazione:

21 Maggio 2025

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Ultimo Aggiornamento:

21 Maggio 2025 11:50

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Da L’Eco di Bergamo del 21 maggio

Per la rete di energia elettrica Terna investe quasi 32 milioni
Mozzo. Prevista la realizzazione di un impianto da oltre 130 chilovolt che servirà per il centro di raccolta dati di Aruba. Perplesso il Comune

Una nuova stazione elettrica per alimentare il Data Center di Aruba a Ponte San Pietro. È il progetto di Terna, il gruppo gestore della rete di trasmissione dell’energia elettrica in Italia, che ha ottenuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il via libera per un nuovo piano di interventi sulle infrastrutture in provincia di Bergamo.

Un investimento imponente, del valore totale di circa 32 milioni di euro, e che prevede la realizzazione a Mozzo di un impianto da 132 chilovolt per la trasformazione dell’energia che servirà di fatto il centro di raccolta dati di Ponte San Pietro.
Il piano della società guidata dall’amministratore delegato Giuseppina Di Foggia di costruire la stazione - che sorgerà su un terreno di poco inferiore a 1,2 ettari nell’area a sud del polo industriale di Mozzo - si completa con i relativi raccordi alle linee esistenti e con un elettrodotto, tramite il posizionamento di un cavo interrato tra i Comuni di Mozzo e Ponte San Pietro, per una lunghezza di oltre 1,5 chilometri.
Un’opera gigantesca che, precisano da Terna, consentirà di rafforzare «la magliatura della rete, incrementando l’efficienza e l’adeguatezza del sistema elettrico». Per alimentare la grande stazione, specifica la società, «verranno realizzati due raccordi alla linea 220 kV “Cassano CS - Venina” e un elettrodotto in cavo interrato, che permetterà il collegamento alla Cabina Primaria “Ponte”, di proprietà del distributore locale, che alimenta un Data Center nel Comune di Ponte San Pietro (quello di Aruba, ndr)». Il tracciato dell’elettrodotto invece, prosegue Terna, «percorrerà quasi integralmente strade urbane tra Ponte San Pietro e Mozzo e avrà una lunghezza di oltre 1,5 chilometri e verrà realizzato «con isolamento in Xlpe (isolamento in polietilene reticolato estruso), una tecnologia di ultima generazione che garantisce alta affidabilità e sostenibilità».

L’operazione si inserisce nel Piano di Sviluppo 2025-2034 di Terna, che per la Lombardia vedrà investimenti per 1,8 miliardi di euro da qui ai prossimi dieci anni (con un incremento del 40% circa rispetto al precedente Piano). All’interno della Regione sono oltre 8mila i chilometri di linee di alta e altissima tensione e 134 le stazioni elettriche gestite da Terna.

Ma la notizia non ha trovato entusiasmo unanime. Il Comune di Mozzo, come ricorda il sindaco Gianluigi Ubiali, aveva espresso già nel 2023 le proprie perplessità di fronte all’avvio dell’iter di realizzazione del progetto. «Abbiamo dato un parere negativo per la non conformità dell’opera con il nostro regolamento urbanistico vigente. L’opera ricade su un corridoio ecologico inserito nel nostro Pgt e su una delle aree verdi del paese che fanno da cuscinetto con la zona del Pascoletto. Avevamo richiesto il coinvolgimento del Parco dei Colli, trovandosi l’opera in un’area limitrofa al Parco, che aveva dato parere positivo seppure con una serie di prescrizioni. Sappiamo che l’iter è ad uno stato avanzato e che in questi casi i pareri dei Comuni sono poco rilevanti, ma per noi rimane una certa criticità nell’insediamento di una struttura di quel tipo viste le dimensioni. È grande quanto un campo da calcio» rimarca il sindaco, che prosegue: «Abbiamo sottolineato come l’intervento viene posizionato a Mozzo, ma nei fatti serve un impianto industriale che sta a Ponte San Pietro. Il Comune non solo non guadagna nulla, ma subisce questo insediamento - conclude Ubiali -, che ha un forte impatto sul territorio».

Lorenzo Catania
 

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