Tre domande a Roberto Fabbri dell’Associazione “Amici del Cammino di San Giovanni”

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Come nasce l'Associazione “Amici del Cammino di San Giovanni”?

L’associazione Amici del Cammino di San Giovanni nasce conseguentemente alla nascita del desiderio di portare l’esperienza del cammino nel nostro territorio. Io e mia moglie Cristina (soprattutto lei) abbiamo sempre avuto il desiderio di fare il Cammino di Santiago, ma non abbiamo mai avuto la possibilità per varie vicissitudini (a volte fisiche). Ad aprile 2022, durante un pellegrinaggio da Melzo a Caravaggio a piedi io e mia moglie Cristina, è nata l’idea: se non possiamo andare noi dal Cammino, porteremo il Cammino da noi! 
È nato così in modo embrionale il primo “studio”: per unire tutte le “cose belle” del nostro territorio, sia piccoli angoli poco conosciuti della nostra campagna, sia bellissime chiese e basiliche. Soprattutto il Santuario di San Giovanni (Giovanni come nostro figlio) al Calandrone, che è il baricentro di questo cammino. L’idea poi si è ampliata è tanti amici si sono uniti all’avventura. Il passaggio ad un’associazione è stato un passo obbligato e necessario per strutturare l’iniziativa e proporsi in modo solido alle varie organizzazioni (comuni, regione, diocesi) con cui abbiamo collaborato all’impresa. 

Il “Cammino di San Giovanni” è «un pellegrinaggio che collega i santuari e le chiese del territorio della Martesana e del Lodigiano». Ha quindi un valore spirituale? E dunque anche il nuovo cammino che presenterete a Mozzo ha lo stesso valore spirituale?

Ogni opera che facciamo o a cui partecipiamo, siamo sempre noi stessi ad attribuirgli un valore particolare. La nostra speranza, per entrambe le iniziative è che possano essere vissute a 360 gradi dai partecipanti, chi magari si avvicina per camminare, chi per il valore spirituale, chi invece perché vuole fare un’esperienza con gli amici. Comunque, alla fine ognuno porta a casa più di quanto si era proposto e scopre degli aspetti che magari non aveva considerato all’inizio. Sicuramente camminare all’aria aperta, fuori dal traffico e fermarsi in alcuni Santuari di campagna aiuta a riflettere su sé stessi e su cosa è veramente importante.
La Via di Sant’Alessandro in particolare può essere percorsa con uno spirito di devozione al Santo. Nella serata parleremo anche della valenza che questo percorso potrebbe aver rappresentato anche per un “importante scrittore italiano”. Ma non svelo altro 😊

La vostra proposta de “La Via di Sant’Alessandro” include la possibilità di ammirare bellezze architettoniche, ma anche una natura sorprendente. Senza svelare troppo prima della presentazione di venerdì 13 giugno. Ci può fare un paio di esempi?

Sono talmente tanti! I più famosi il Duomo di Milano e di Bergamo, ma anche la Biblioteca degli alberi di Milano, esempio di giardino urbano progettato da Petra Blaisse, circondato dalla più moderna architettura dei grattacieli milanesi. Per non parlare poi del ponte vecchio, di Brembate, il Villaggio operaio di Crespi d’Adda… sono veramente tanti e vanno scoperti uno per uno (per questo abbiamo fatto una Smart Guide per raccontarne la storia e le caratteristiche perché vederli solo non basta! Bisogna conoscerli)!

Presentazione della serata
 

Luogo
Sala Civica Mimmo Boninelli, Via Orobie, Mozzo, BG, Italia
A Cura di

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11
Giu/25

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