Tre domande a Michele Agazzi in occasione del concerto degli Electric Radius

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Come nasce il progetto Electric Radius e come avete adottato il metodo Guitar Circle?

Il progetto nasce all’interno dei corsi di Guitar Craft tenuti da Rober Fripp. Ci siamo conosciuti in questo contesto e, da amici, abbiamo deciso di formare un ensemble che facesse musica che ci piace, legata allo spirito e alle tecniche utilizzate all’interno dei corsi.

Potresti spiegare alle persone che non sono musicisti la particolarità dell’accordatura New Standard Tuning rispetto a una “normale” accordatura per chitarra?

La NST è un’accordatura alternativa a quella standard che consente una maggiore ampiezza sonora. Le corde basse suonano note più gravi di quelle standard, le corde alte note più acute di quelle standard. Gli accordi hanno una sonorità molto larga, limpida e “ariosa”. È un’accordatura paragonabile a quella di un violoncello e l’idea è quella di ottenere un suono piò orchestrale. Più tecnicamente la nota più bassa è un Do (due toni sotto il Mi dell’accordatura standard) e le ulteriori corde salgono per quinte giuste ad eccezione dell’ultima corda che suona un Sol. In questo modo le scale si muovono in modo molto geometrico sulla tastiera. È necessario utilizzare però delle corde con un calibro differente e adattare la chitarra per sostenere la maggiore tensione provocata dalle corde accordate in questo modo. 

Nel metodo Guitar Circle contano molto i concetti di “presenza” e “condivisione”. Puoi dirci cosa rappresenta per te questa esperienza? 

Secondo la mia esperienza, il Guitar Circle non è semplicemente suonare la chitarra insieme, ma è prevalentemente una disciplina dell’attenzione dove “presenza” e “condivisione” sono un atteggiamento, una sorta di postura mentale. La “presenza” in questo contesto è un aspetto concreto: significa guidare l’attenzione per tendere ad essere consapevoli del proprio corpo, delle dita che toccano le corde, del modo in cui vengono prodotte le note e, contemporaneamente, dello spazio intorno, così come di molti altri livelli. Posizionarsi in cerchio (o semicerchio) è funzionale a formare un meccanismo coordinato  nel quale tutti i musicisti possono vedersi tra loro, senza prevedere una gerarchia. L’obiettivo è quello di dare vita ad un’entità interdipendente in cui il lavoro di uno supporta quello dell’altro e in cui, attraverso i singoli, il flusso sonoro collettivo può esprimersi. Il centro del cerchio non è occupato da nessuno, se non dal risultato di questo meccanismo collettivo.

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Luogo
Auditorium comunale Anna Maria Mozzoni, Via Alfredo Piatti, Mozzo, BG, Italia
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