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Perché hai intitolato il libro dove hai raccontato il tuo viaggio da Urgnano a Bangkok “Domani non esiste”, che è anche il titolo della serata del 30 maggio?
Il libro si intitola "Domani non esiste" perché è l'insegnamento più grande che ho avuto da questo viaggio: godersi ogni momento della propria vita come se il domani non esistesse. Quando c'è stato il terremoto in Turchia, nella città di Gaziantep in cui mi trovavo, sono crollati molti edifici e sono morte tantissime persone. Sotto le macerie ci sarei potuto essere anche io, ma fortunatamente mi sono salvato. Quell'esperienza mi ha fatto capire quanto valore abbia il mio tempo e quanto sia la cosa più importante che ognuno di noi possiede.
Hai fatto con la bicicletta 19 mila chilometri e hai attraversato 17 paesi. Sei stato in luoghi spirituali, storici, hai vissuto in prima persona la catastrofe del terremoto in Turchia nel 2023; hai insomma accumulato tantissime esperienze. Quale è quella che ti ha più segnato?
Oltre al terremoto, quello che più mi ha segnato è stata la gentilezza e l'ospitalità delle persone. Spesso abbiamo molti pregiudizi e pensiamo che appena usciamo dalle nostre quattro mura sia tutto pericoloso e pronto a farci del male. La mia esperienza mi ha insegnato che il mondo invece è pieno di gente meravigliosa, pronta ad aprire le porte di casa sua e della sua quotidianità per accoglierti, aiutarti e condividere. Essere ospitato dalle persone locali in quasi tutti i Paesi che ho attraversato mi ha dato una visione del mondo diversa, attraverso nuovi occhi, e mi ha insegnato tantissime cose su culture e modi di vivere completamente differenti dal nostro. La strada è stata la scuola migliore che io abbia mai avuto e le persone hanno fatto la differenza.
Prima di partire per la Thailandia non eri un grande amante della bicicletta. Dopo il viaggio, com’è cambiato il tuo rapporto con il mezzo?
Il mio rapporto con la bici non è cambiato molto. Nella quotidianità la uso molto poco. D'altro canto, se penso ad un viaggio, ora fatico ad immaginarmelo senza bicicletta. Come mezzo è il migliore per viaggiare nel modo che piace a me, lentamente e a contatto con le persone. Ti dà, inoltre, la possibilità di vedere non solo i luoghi turistici e non solo di vedere il luogo A e il luogo B perdendosi quello che ci sta in mezzo, ma anche di viverti le realtà più rurali e autentiche godendoti il percorso.
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