Il saluto del Sindaco Gianluigi Ubiali a don Giulio

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Caro Don Giulio,

ti lascio alcune riflessioni con cui ho provato ad interpretare il sentire della cittadinanza che oggi rappresento e condividere così un momento che, pur essendo parte del naturale cammino della vita, porta con sé una forte carica emotiva frutto del
percorso che la nostra “Comunità in cammino” ha fatto con te.

Dopo quindici anni trascorsi insieme — e lo dobbiamo ammettere, con un pizzico di malcelato egoismo — ci eravamo illusi che Sua Eccellenza, il Vescovo, si fosse dimenticato che tu stavi nella nostra Comunità da molto tempo e che, contrariamente
alla prassi consolidata, non ci sarebbe più stata la necessità di un avvicendamento. È stata un’illusione che, diciamocelo onestamente, ci faceva solo piacere.

Ma alla fine una decisione sul tuo futuro di guida pastorale è stata presa e da marzo, quando me lo hai comunicato e l’hai poi comunicato con evidente commozione quel pomeriggio all’Agorà anche ad alcuni tuoi collaboratori e ai tanti volontari e
successivamente nelle omelie, pian piano tu e noi tutti ne abbiamo preso realisticamente, e non senza fatica, consapevolezza, una consapevolezza che ha accresciuto giorno dopo giorno la nostra malinconia.

Il sentimento che si percepisce da giorni in paese — e che sapevo avrei visto confermato oggi, incrociando lo sguardo di alcuni dei presenti — è duplice: da un lato, un velo di tristezza e commozione sul viso di ognuno, accompagnato però dalla voglia, quasi palpabile, di esprimerti la nostra immensa riconoscenza.

Chi ricorda quel 19 settembre di quindici anni fa, quando facesti il tuo ingresso a Mozzo e ti ponesti alla guida della nostra Comunità, non può non ricordare quel tuo passo pacato, ma al tempo stesso rassicurante, che denotava fin da subito il rispetto che nutrivi verso chi ti stava accogliendo. Ed è proprio quell’essere pacato, ma al contempo determinato e attento verso ognuno di noi, che ha consolidato giorno dopo giorno il formarsi di un rapporto forte, che ha marcato via via — e sempre più — l’importanza e il peso della tua presenza dentro la Comunità di Mozzo.

Quindici anni non sono pochi: sono, anzi, un pezzo importante di storia e di vita condivisa. In questo tempo, caro Don Giulio, non sei stato solo guida spirituale, ma anche una presenza costante, un punto di riferimento, un compagno nelle gioie e nelle
difficoltà, e una voce rassicurante nei momenti incerti. Ti sei fatto presenza costante, discreta ma incisiva, e hai saputo essere vicino a tutti, senza distinzioni.

Il tuo sguardo non si è mai limitato alla sola Chiesa, ma si è esteso all’intera Comunità civile, con particolare sensibilità verso i più fragili — soprattutto i nostri anziani — che hai accompagnato con cura e dedizione anche nei momenti più difficili, come il periodo della pandemia. In quei mesi bui, la tua vicinanza — pur nei limiti imposti dalla situazione sanitaria — è stata un conforto reale e concreto. La tua prossimità agli anziani e ai malati ha sempre rappresentato un gesto silenzioso ma potente, che ha portato conforto là dove spesso mancavano anche le parole.
Per i nostri anziani hai sempre avuto un occhio di riguardo, e il progetto “Cent’anni”, che insieme abbiamo avviato lo scorso anno per far fronte anche alla loro solitudine — e che ci lasci come preziosa eredità — è solo l’ultimo, ma apprezzato e riuscito, sforzo.

Ovviamente non sei stato solo questo: hai saputo parlare ai bambini della scuola dell’infanzia, con parole semplici, vere, piene di tenerezza. Dall’asilo, insegnati e genitori ci raccontano della bellezza nel vedere con quanto affetto ti rapportavi ai più piccoli, come sapevi entrare nel loro mondo, rispettando i tempi e i linguaggi propri dell’infanzia.

E hai dato tanto anche agli adolescenti dell’oratorio, offrendo loro ascolto, fiducia, esempi positivi. Hai accompagnato la loro crescita con pazienza e autenticità, magari con qualche sana e provvidenziale tirata d’orecchie, senza mai però giudicare ma orientando sempre con discrezione e rispetto.

Quello che abbiamo ammirato in te è stata anche la capacità di accogliere tutti, non solo i fedeli praticanti. Il Don Giulio che conosciamo non ha mai chiesto chi sei, quanto vai in chiesa o quanto credi. Hai saputo incontrare ciascuno con rispetto, con umanità, con il desiderio sincero di farti prossimo.

Voglio sottolineare, esprimendoti sincera gratitudine, il modello di collaborazione che si è instaurato tra l’Amministrazione Comunale e la Parrocchia. Dentro un rapporto basato sul rispetto dei ruoli, abbiamo camminato insieme per il bene comune, cooperando su iniziative di solidarietà, supporto agli anziani e nei progetti dei servizi sociali integrati.

Come sindaco ho sempre apprezzato come hai rispettato l’autonomia delle istituzioni civili, portando un contributo fattivo di responsabilità, sensibilità e generosità. La tua presenza discreta e il profondo rispetto istituzionale che hai sempre mantenuto hanno arricchito la nostra Comunità e ha elevato la qualità della convivenza civica.

Di tutto questo tuo prezioso lavoro ne hanno giovato tutte le amministrazioni che si sono succedute durante la tua permanenza a Mozzo e di questo voglio dare testimonianza assoluta e indiscutibile. A nome mio personale e di tutta l’Amministrazione Comunale qui presente, desidero esprimerti la nostra gratitudine più profonda e sincera.

Per tutto quanto hai fatto per noi mozzesi e per tutto quando abbiamo fatto insieme, credo sia normale che oggi qui dentro aleggi un profondo sentimento di tristezza.

Però sentiamo altrettanto forte, vero e intenso un altro sentimento: l’orgoglio.

È l’orgoglio di vederti andare a guidare una Comunità importante come quella di Sotto il Monte Giovanni XXIII, la parrocchia del Papa Buono.

Ed è a proposito di orgoglio che mi vengono in mente le parole che, il 25 giugno scorso, mi ha bisbigliato all’orecchio Sua Eccellenza Vescovo Francesco, mentre fianco a fianco percorrevamo le vie di Treviolo in occasione del raduno giubilare della CET12, che tu hai prestigiosamente diretto.
Le sue testuali parole sono state: «Sindaco, lo so che per voi di Mozzo la partenza di Don Giulio è una perdita importante, ma per Sotto il Monte abbiamo scelto lui proprio perché è un’eccellente guida, tra i migliori che abbiamo».
Ed ha aggiunto: «Se Don Giulio è quello che è, è anche merito vostro».

È questo prestigioso riconoscimento che ci rende orgogliosi e siamo felici di essere stati parte della tua crescita perché ci piace pensare che è anche il livello di questa tua crescita che ha guidato il Vescovo nella sua scelta.

E comunque, diciamocelo: Sotto il Monte non è poi dall’altra parte del mondo, sono solo una manciata di chilometri. Pochi chilometri che ognuno di noi, quando vorrà, potrà colmare per incontrarti, per chiederti qualche consiglio o, più semplicemente, per scambiare due chiacchiere.

Quando sarai invece tua a passare da queste parti sappi che le porte di Mozzo sono sempre aperte, perché questa resterà casa tua e saremo felici di accoglierti.

Vogliamo credere che un po’ delle tue radici ormai stiano proprio qui, a Mozzo, ed è questo il senso di quell’albero che abbiamo deciso di dedicarti e di posare tra la tua casa e l’oratorio: simbolo di forza, resistenza e adattabilità.
Un albero che rimarrà l’emblema di quanto hai seminato, di quanto hai fatto crescere la nostra Comunità, rendendoti per sempre parte di essa.
E un albero gemello chiederemo possa essere posato anche a Sotto il Monte, rafforzando così il legame che sempre ci sarà tra noi.

Don Giulio, ci mancheranno la tua voce, il tuo sorriso, la tua umanità, ma sappiamo che, ovunque andrai, porterai lo stesso spirito e lo stesso amore che hai donato qui.
Siamo certi che anche quella di Sotto il Monte diventerà presto una “Comunità in cammino”.

Sei arrivato e per tutti eri il nuovo parroco, sei divento il nostro Don Giulio, ora ci lasciamo da veri amici e di questo ti siamo tutti profondamente riconoscenti.

Don Giulio, grazie ancora di tutto e buon futuro!

Gianluigi Ubiali
Sindaco

Luogo
Parrocchia di San Giovanni Battista in Mozzo, Piazza Trieste, Mozzo, BG, Italia
A Cura di
Ufficio Comunicazione

Comune di Mozzo, Piazza Costituzione, 5, Mozzo, BG, Italia

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17
Set/25

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