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Il percorso – pensato per tre classi prime della scuola secondaria – ha previsto quattro incontri di un’ora per ogni classe, in modo che fossero più sostenibili per gli alunni. L’obiettivo è stato quello di favorire la riflessione riguardo ai cambiamenti corporei e affettivi conseguenti alla crescita e alle modalità di socializzazione tipiche della preadolescenza.
Il confronto su queste tematiche è avvenuto attraverso attività creative ed espressive, da svolgere in gruppo, in coppia o in autonomia, con la presenza e la partecipazione del docente di classe come osservatore degli incontri.
Nel primo incontro gli educatori insieme alla classe hanno condiviso delle riflessioni riguardanti le differenze relative alle diverse fasi di vita, per comprendere le caratteristiche della fase di vita che stanno attraversando.
Nel secondo incontro è stata stimolata una discussione riguardante il ruolo che ricoprono le relazioni con i pari e con gli adulti di riferimento, con particolare attenzione alle amicizie.
Nel terzo incontro sono state affrontate, attraverso la condivisione con la classe, le situazioni problematiche che possono verificarsi all’interno della relazione con i pari (sia dal vivo che online), soffermandosi sulle differenze tra gli scherzi e le prevaricazioni.
Nel quarto incontro il confronto in classe si è incentrato sull’individuazione delle criticità all’interno delle situazioni problematiche incoraggiando la ricerca e la scoperta di possibili soluzioni. Facendo ciò, gli educatori hanno voluto fornire ai ragazzi degli spunti per poter risolvere in autonomia, in gruppo o con l’aiuto degli adulti situazioni problematiche emergenti o future.
Gli incontri fra la cooperativa Minotauro / Istituto di Analisi di Codici Affettivi e le tre classi prime della scuola secondaria si sono svolti fra il 26 gennaio e il 19 febbraio scorsi.
«Quella con Minotauro – spiega l’Assessore all’Istruzione Chicco Plebani – è un’iniziativa che va avanti da alcuni anni. Come Amministrazione, non sottovalutiamo il tema e cerchiamo di lavorare sui ragazzi e sugli adulti per stimolare gli “anticorpi” che impediscano al bullismo e al cyberbullismo, due fenomeni che quasi sempre si nascondono nella quotidianità di ragazze e ragazzi, non trovino terreno fertile. Questi anticorpi nascono da un’attenta analisi e riflessione, insieme agli alunni, della dimensione affettiva delle loro vite, dell’accettazione della diversità come una ricchezza e del dialogo quotidiano con gli altri, siano essi giovani o adulti».