Mercoledì 27 maggio, alle ore 20.30, nel quinto appuntamento del gruppo di lettura “Pareti di carta”, verrà discusso il libro “Gita al faro” di Virginia Woolf.
La partecipazione alla serata è libera e gratuita, anche se non si è partecipato agli incontri precedenti.
Per conoscere un po’ meglio l’autrice, ecco 5 cose da sapere:
Adeline Virginia Woolf nacque a Londra nel 1882, dalle seconde nozze dei suoi genitori entrambi precedentemente vedovi. Suo padre, sir Leslie Stephen, fu autore, storico, critico letterario e alpinista. Sua madre, Julia Prinsep Jackson (1846-1895), nacque in India dal dottor John Jackson e dalla moglie Maria Theodosia "Mia" Pattle e in seguito si trasferì con la madre in Inghilterra dove iniziò una carriera come modella per pittori come Edward Burne-Jones.
Insieme al marito, Leonard Woolf, un teorico della politica, aderì al fabianesimo, un movimento politico e sociale britannico di ispirazione socialdemocratica. Il movimento fa capo alla Fabian Society, un'associazione istituita a Londra nel 1884 con lo scopo di elevare le classi lavoratrici per renderle idonee ad assumere il controllo dei mezzi di produzione.
Nel racconto autobiografico “Momenti di essere e altri racconti” riportò che lei e la sorella Vanessa Bell subirono abusi sessuali da parte dei fratellastri George e Gerald Duckworth. Questo ha sicuramente influito sui frequenti esaurimenti nervosi, sulle crisi maniaco-depressive e sui forti sbalzi d'umore che hanno caratterizzato la vita della scrittrice e che la portarono, dopo diversi tentativi, al suicidio. Le moderne tecniche diagnostiche hanno portato a una postuma diagnosi di disturbo bipolare unito, probabilmente, negli ultimi anni, a una psicosi.
L'instabilità psicologica di Woolf non rimase confinata alla sfera privata, ma divenne parte integrante della sua produzione letteraria. Attraverso la tecnica del flusso di coscienza, la scrittrice rielaborò il proprio disagio psichico, esplorando il confine tra sanità e follia. Studi critici e biografici hanno rintracciato nei suoi scritti autobiografici, come “A Sketch of the Past”, manifestazioni di ansie profonde spesso ricondotte a forme di eisoptrofobia (paura della propria immagine riflessa) e dismorfofobia. Nei diari e nell'epistolario emergono inoltre tracce di antropofobia e ansia da critica letteraria, mentre il tema della morte come interruzione della coscienza (tanatofobia) appare centrale in opere quali “Le onde” e “Al faro”.
Già in vita Virginia Woolf fu salutata come una delle più grandi romanziere del XX secolo e uno dei principali personaggi modernisti. Fu considerata una profonda innovatrice dello stile e della lingua inglesi. Nella sua opera complessiva sperimentò la tecnica del flusso di coscienza e dotò i suoi personaggi di uno straordinario potere psichico ed emotivo. La sua reputazione ebbe un forte calo dopo la Seconda guerra mondiale, ma la sua fama aumentò nuovamente con l'aumento della critica femminista negli anni settanta.
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