Con la fotogallery della mattinata di celebrazioni.
Data Pubblicazione:
27 Aprile 2026
Tempo di Lettura:
11 minutiUltimo Aggiornamento:
27 Aprile 2026 11:55
Con la fotogallery della mattinata di celebrazioni.
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27 Aprile 2026
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27 Aprile 2026 11:55
Dopo il corteo da p.zza Costituzione (di fronte al Comune di Mozzo) sino al Monumento dei Caduti – dove è avvenuto l’alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro in memoria – il 25 aprile di Mozzo è stato caratterizzato dal discorso del Sindaco Gianluigi Ubiali e della Sindaca del CCRR - Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze MariaVittoria Fiorendi. La mattinata di celebrazione si è conclusa con la Messa di fronte al Monumento dei Caduti.
Di seguito potete leggere il discorso del Sindaco:
Mozzo, 25 aprile 2026
81° Anniversario della Liberazione d’Italia
Care concittadine e cari concittadini, Autorità civili, militari e religiose, buongiorno.
Vi ringrazio per aver risposto all’invito a celebrare l’81° anniversario della Festa della Liberazione che, per come lo ha definito il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rappresenta un importante momento di riflessione collettiva.
Il 25 aprile, la Festa della Liberazione appunto, è una data che appartiene alla nostra memoria collettiva e alla nostra identità più profonda e con essa celebriamo il giorno in cui l’Italia ha ritrovato la libertà, la dignità e la speranza, grazie al coraggio di donne e uomini che seppero scegliere da che parte stare. L’hanno mostrato in un periodo difficile come quello della Resistenza, che non ha rappresentato soltanto un momento storico epocale ma altresì la massima espressione della volontà di ognuno di mettere in atto una precisa scelta morale per il futuro dell’Italia.
Una scelta di responsabilità, di sacrificio, di fiducia nel futuro che ha unito giovani, lavoratori, intellettuali, cittadini comuni: persone diverse per età e provenienza, ma tutte portatrici di un ideale più grande, quello della libertà e della giustizia.
Oggi, a distanza di anni, quei valori continuano a interrogarci. La libertà, la democrazia, la pace non sono conquiste definitive: sono beni fragili, che richiedono cura, attenzione e impegno quotidiano. Ed è proprio per questo che, nel momento in cui celebriamo la Liberazione, dobbiamo avere il coraggio di guardare il mondo per quello che è.
In Ucraina, dopo oltre quattro anni, si continua a morire sotto le bombe, in una guerra che rappresenta una ferita aperta nel cuore dell’Europa.
Nella Striscia di Gaza abbiamo assistito e ancora assistiamo a una devastazione umanitaria senza precedenti, con migliaia di vittime civili, bambini, famiglie intere travolte dalla violenza. Alcuni lo definiscono un genocidio, forse non lo è a tutti gli effetti ma molto gli assomiglia. Di certo è una tragedia che molti, nel mondo, non esitano a definire come una delle più gravi crisi umanitarie del nostro tempo e che interroga profondamente le coscienze di tutti noi.
In Libano, l’instabilità e i bombardamenti stanno colpendo duramente la popolazione civile, così come le tensioni che coinvolgono l’Iran e l’intero Medio Oriente alimentano un clima di crescente insicurezza globale.
E infine, nella loro infinita drammaticità, ci sono le cosiddette “guerre dimenticate”, quelle che non vediamo, che non ci fanno vedere o più semplicemente che non vogliamo vedere. Ce ne sono a decine presenti in molte altre aree nel mondo. Su tutte aleggia l’indifferenza mentre dovrebbe essere auspicabile un forte impegno per la pace e per quella che è stata per noi la Liberazione.
Di fronte a tutto questo, il silenzio non è un’opzione che ci possiamo permettere perché l’indifferenza non è neutralità ma bensì complicità.
Il 25 aprile ci insegna che ci sono momenti nella storia in cui è necessario scegliere, in cui è necessario avere il coraggio di affermare con chiarezza da che parte stare: dalla parte della libertà, della dignità umana, del diritto dei popoli a vivere in pace.
Celebrare il 25 aprile è anche ribadire con forza che l’antifascismo non è stata, non è e non sarà mai, un’opinione bensì è il fondamento della nostra democrazia, il cuore della nostra Costituzione, il patto che unisce le istituzioni ai cittadini. E tra i miei cittadini, che mi onoro di rappresentare, ci sono i giovani e proprio ai giovani voglio rivolgermi oggi con fiducia, speranza e ottimismo.
Voi siete i custodi del futuro, ma anche i protagonisti del presente. La libertà che avete ereditato non è scontata: è il frutto di sacrifici enormi. Sta a voi darle significato ogni giorno, attraverso le vostre scelte, il vostro impegno civile, la vostra partecipazione; siete voi il vero antidoto all’indifferenza che ahimè pervade ancora oggi vasti strati della nostra società.
Non abbiate paura di interessarvi, di informarvi, di prendere posizione. Non rinunciate mai al pensiero critico e alla responsabilità. La democrazia vive grazie alla partecipazione ed è con essa che voi saprete renderla più forte, proprio come ci ricordava il Partigiano e indimenticato Presidente della Repubblica, Sandro Pertini:
“Bisogna essere partigiani della libertà sempre, in ogni luogo e in ogni tempo.”
Queste parole sono semplici, ma potentissime. Ci chiamano a essere vigili, a non essere indifferenti, a non volgere lo sguardo altrove nel momento in cui ci si trova di fronte a palesi ingiustizie.
Celebrare il 25 aprile significa, allora, non solo ricordare, ma rinnovare un impegno: quello di costruire una Comunità più giusta, più solidale, più consapevole. Una Comunità capace di affrontare le sfide del presente senza dimenticare le lezioni del passato.
A nome dell’Amministrazione Comunale, rinnovo oggi il nostro impegno a custodire e trasmettere questi valori, affinché continuino a vivere nelle coscienze e nelle azioni di tutti noi.
Grazie di cuore a tutti!
“viva il 25 aprile, viva la Resistenza, viva l’Italia libera e unita!”
Gianluigi Ubiali
Sindaco
Qui invece il testo della Sindaca:
Buongiorno a tutti, mi chiamo MariaVittoria Fiorendi e sono la sindaca del CCRR, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Mozzo e di cui oggi sono la portavoce.
Oggi siamo qui per celebrare il 25 Aprile, una data che non è solo una pagina di storia sui nostri libri di scuola, ma è il cuore della nostra democrazia.
Come sindaca del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Mozzo, sono orgogliosa di raccontarvi come abbiamo deciso di onorare questa giornata.
Nel nostro incontro con il CCRR abbiamo camminato tra i luoghi che raccontano chi siamo, fermandoci davanti ai monumenti e ai pannelli che riportano i pilastri della nostra convivenza, come l'Articolo 1 della nostra Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Per rendere omaggio a questi luoghi, abbiamo lasciato dei piccoli segni: dei sassolini colorati. Su ognuno di essi abbiamo scritto parole che per noi sono fondamentali: Libertà, Ricordare, Quando penso, Quando mi esprimo.
Perché proprio queste parole? Perché la Libertà non è un regalo scontato, ma un bene prezioso che ci è stato consegnato da chi, tanti anni fa, ha lottato contro il nazifascismo.
Ricordare è il nostro dovere: è come tenere accesa una torcia nel buio per non smarrire la strada. Ma la parte più bella della libertà è quella che viviamo ogni giorno: è quel "Quando mi esprimo" o "Quando penso" che abbiamo scritto sui sassi.
Grazie al sacrificio dei partigiani e alla nascita della nostra Costituzione oggi noi ragazzi e ragazze possiamo avere le nostre idee, possiamo riunirci nel nostro Consiglio Comunale e possiamo sognare un futuro migliore senza avere paura.
Posizionare questi sassi vicino ai simboli della nostra storia, come il pannello della Costituzione, o all'inizio del sentiero della traccia partigiana o dei luoghi della cultura come la nostra biblioteca intitolata a Sandro Pertini, significa dire a tutti che la memoria è viva.
Quei sassi sono piccoli, ma pesano quanto la nostra responsabilità di cittadini di domani. Invitiamo tutti voi, passeggiando per Mozzo, a soffermarvi su questi piccoli segni.
Speriamo che ogni sassolino possa farvi riflettere, anche solo per un istante, su quanto sia importante proteggere la nostra democrazia.
Buona Festa della Liberazione a tutti! Viva l'Italia, viva la libertà e viva Mozzo!
MariaVittoria Fiorendi
Sindaca del CCRR
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