Sabato 10 ottobre.
Data Pubblicazione: 12 Ottobre 2026
Sabato 10 ottobre.
Data Pubblicazione: 12 Ottobre 2026
Da sabato 10 ottobre il parco di via Valle Quisa ha un nuovo nome: Parco della Pace.
E una delle pareti dell’edificio che ospita la Scuola secondaria di primo grado “P. Brolis” ha preso vita grazie allo splendido murale “Nelle nostre mani” di Etsom.
Le inaugurazioni sono stati momenti importanti per la comunità di Mozzo, che con due nuovi spazi carichi di significato ribadisce la propria volontà di essere una Comunità che non si abitua alla guerra, che educa al rispetto, che sceglie il dialogo anziché la contrapposizione, che crede che la pace, prima ancora di essere un traguardo, sia un modo di vivere insieme.
Di seguito i discorsi inaugurali del Sindaco Gianluigi Ubiali:
Inaugurazione murale della pace
“La pace non è soltanto ciò che desideriamo per il mondo:
è ciò che scegliamo di costruire, ogni giorno, nella nostra comunità.”
Buongiorno
Vorrei iniziare questa cerimonia esplicitando una mia precisa convinzione, che spero possa essere condivisa anche da voi, quella secondo cui la pace non è un'idea lontana, né soltanto una parola da pronunciare nelle occasioni solenni ma è una responsabilità che riguarda ciascuno di noi e che, come amministratori ma anche come comunità, abbiamo il dovere di coltivare ogni giorno.
È proprio partendo da questa condivisione di un ideale che, come Amministrazione, abbiamo scelto di dedicare una giornata alla Pace e di lasciare due segni concreti nel nostro paese: un murale “che parla” e un parco “che unisca” e che da oggi porterà il nome di Parco della Pace.
Sono due azioni all’apparenza semplici ma tutt'altro che simboliche. Connotare con un’opera o dare un nome a un luogo significa affidargli un significato e consegnare quel significato alla memoria della Comunità. Significa ricordare che la pace deve essere continuamente costruita attraverso il rispetto, il dialogo, l'ascolto, l’inclusione mettendo in gioco la capacità di riconoscere nell'altro una persona, prima ancora delle sue idee, delle sue appartenenze o delle sue differenze.
Abbiamo voluto che questo murale raccontasse la pace attraverso colori caldi e immagini rassicuranti, convinti che l'arte sappia arrivare dove a volte le parole non riescono ad arrivare e certi che l’arte possa parlare in maniera diretta soprattutto ai più giovani. Quello che auspichiamo è che questa immagine possa arrivare prima delle parole, possa suscitare una domanda, un'emozione, una riflessione. Ed è quello che vorremmo che accadesse ogni volta che qualcuno passerà davanti a questo murale: fermarsi un momento e chiedersi che cosa possiamo fare, nella nostra vita quotidiana, per essere persone di pace.
Oggi c’è gente, anche cittadini di Mozzo purtroppo, con cui se provi a parlare di pace ti guarda con superficialità, se proclami la tua contrarietà alla guerra e a ogni forma di volenza, e per fortuna che c’è la Costituzione a ricordarlo, vieni quasi deriso e addirittura se solo provi a pronunciare la parola genocidio ti ricorda che corri addirittura di incorrere in una denuncia. C’è insomma chi vede nell’inaugurazione di un murale o nell’intitolazione di un parco atti puramente simbolici e superflui financo a sostenere che sono scelte con cui si spreca denaro pubblico. Ebbene, in un tempo nel quale assistiamo a conflitti, divisioni e violenze che sembrano spesso troppo grandi rispetto alle nostre possibilità d’azione, noi abbiamo voluto mandare un forte messaggio e ricordare che anche una Comunità locale può fare la propria parte. Non possiamo decidere da soli le sorti del mondo, questo è ovvio, ma possiamo decidere quale Comunità vogliamo essere e che messaggio vogliamo dare alle nuove generazioni. E noi vogliamo essere…
una Comunità che non si abitua alla guerra,
una Comunità che educa al rispetto,
una Comunità che sceglie il dialogo anziché la contrapposizione,
una Comunità che crede che la pace, prima ancora di essere un traguardo, sia un modo di vivere insieme.
E il nostro auspicio è che questo murale e il parco che intitoleremo non siano soltanto testimonianze di una giornata, ma diventino un impegno per tutti noi.
Perché la pace che invochiamo nel mondo comincia anche da come scegliamo di vivere nella nostra Comunità, perché la pace, appunto, va costruita, custodita e insegnata.
Grazie.
***
Inaugurazione Parco della Pace
“La pace ha bisogno di luoghi, di parole e di persone che la
sappiano custodire.”
Buongiorno
Poco fa abbiamo inaugurato un murale, ora siamo qui in questo parco perché un luogo del nostro paese assume da oggi un nuovo nome: Parco della Pace.
Attraverso questo gesto, che non è solo simbolico, vogliamo affermare un valore, quello della pace in cui crediamo e che riteniamo essere parte della responsabilità di una Comunità.
Viviamo in un tempo nel quale la parola pace torna spesso nelle nostre conversazioni, nelle notizie veicolate dagli organi di informazione e nelle preoccupazioni di tutti i giorni. E proprio per questo abbiamo pensato che non fosse sufficiente parlarne ma abbiamo voluto dare alla pace un luogo. Un luogo nel quale incontrarsi, stare insieme, giocare, passeggiare, vivere la quotidianità.
Ed è proprio nella semplicità di questi gesti che si costruisce la pace. Una costruzione che comincia dall'ascolto, dal rispetto, dalla capacità di accettare che l'altro possa pensarla diversamente da noi. Che si rafforza quando scegliamo il dialogo invece della contrapposizione, quando tendiamo una mano invece di alzare un muro, quando riconosciamo nell'altra persona qualcuno che, prima di tutto, merita rispetto.
Ma oggi oltre all’inaugurazione vi voglio parlare anche un'altra scelta che abbiamo fatto nei mesi scorsi e che vogliamo condividere con voi. Il nostro Comune ha deciso di aderire al Coordinamento Bergamasco Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani.
Non è stata una semplice adesione formale ma abbiamo voluto entrare a far parte di una rete di Comuni e realtà del territorio che scelgono di lavorare insieme per promuovere la cultura della pace, dei diritti e della convivenza. Perché anche un piccolo Comune può fare la propria parte. È vero che non possiamo risolvere da soli i grandi conflitti del mondo e non abbiamo questa presunzione. Ma possiamo scegliere quale Comunità vogliamo essere.
In conclusione, vorrei rivolgere un pensiero ai bambini e ai ragazzi.
Questo parco è vostro così come lo è il murale. Lo sono perché la pace che oggi andiamo cercando vorremmo fosse quella che caratterizzerà il mondo nel quale voi vivrete il domani. Noi adulti abbiamo il compito di consegnarvi strumenti, valori e soprattutto speranza. Ma voi avrete il compito di continuare questo cammino. E quando passerete da questo parco, magari tra molti anni, spero che possiate ancora leggere la scritta PARCO DELLA PACE con l’orgoglio di essere stati qui oggi e ricordare così che un giorno la vostra Comunità ha scelto di dedicare un luogo proprio alla pace. Perché i luoghi hanno una memoria e noi oggi vogliamo lasciare una memoria positiva. Vogliamo che questo sia un luogo nel quale la pace non venga soltanto celebrata, ma vissuta.
Chiudo con una frase semplice, che in differenti formulazioni è stata detta Papa Francesco, Martin Luther King e Gandhi ma che credo possa accompagnare questa giornata e il futuro di questo luogo:
“La pace non è soltanto ciò che speriamo per il mondo. È ciò che scegliamo di costruire, ogni giorno, nella nostra comunità.”
Da oggi, in questo parco, quella scelta ha anche un luogo e questo luogo è di tutti noi.
Grazie.
Gianluigi Ubiali
Sindaco
Ultimo Aggiornamento
Ultimo Aggiornamento