Dalla Biblioteca comunale “Sandro Pertini”.
Data Pubblicazione:
31 Luglio 2026
Tempo di Lettura:
7 minutiUltimo Aggiornamento:
31 Luglio 2026 11:30
Argomenti:
Dalla Biblioteca comunale “Sandro Pertini”.
Data Pubblicazione:
31 Luglio 2026
Tempo di Lettura:
7 minutiUltimo Aggiornamento:
31 Luglio 2026 11:30
Argomenti:
Romanzo

“Il migliore amico dell'orso” di Arto Paasilinna, Iperborea
Se la lepre di Vatanen era un richiamo alla libertà, questa volta è la presenza ben più ingombrante di un orso a catapultare il nuovo romanzo di Paasilinna tra avventure esilaranti e profonde riflessioni. L'animale, regalato al pastore protestante Oskari Huuskonen e da lui allevato, incarnerà, per quest'uomo di mezz'età incastrato tra crisi di vocazione e crisi coniugale, una via di Riga: battezzandolo Satanasso, il pastore sembra già intuire che quel curioso compagno lo invita a varcare i limiti della sua vita frustrata da religioso di provincia. Congedato dal vescovo per le sue posizioni poco ortodosse (come quando vagheggia di un Gesù ministro del governo rivoluzionario), per il reverendo inizia così una deriva geografica ed esistenziale: prima il letargo con l'orso e il risveglio dei sensi con la giovane etologa che lo assiste, poi il viaggio, in bilico tra sacro e profano.
Perché leggerlo?
Paasilinna ritrova nelle vicende del pastore e del suo peloso Sancho Panza una grande felicità creativa, alternando invenzioni picaresche e interrogazioni filosofiche sulla prossimità tra naturale e soprannaturale, alla ricerca di una fede più autentica nell'uomo e nella vita.
Per bambini

“Talee” di Giovanni Colaneri, Artebambini
Le talee non sono semplici pezzi di piante che ricrescono. Possono essere molto di più. Per lettori attenti, per persone educanti sensibili, per chi sa che crescere e far crescere è un atto d'amore. "Talee" è un albo poetico e potente che parla di crescita, attesa, cura; un testo che usa la metafora delle piante per parlare di relazioni, educazione e cambiamento.
Dai 4 anni.
Perché leggerlo?
Con delicatezza e sensibilità, Giovanni Colaneri racconta, attraverso immagini e parole misurate, cosa significa mettere radici, lasciare andare, credere in ciò che ancora non si vede. Il gesto di chi si prende cura, come chi coltiva una pianta, è un atto che chiede tempo, ascolto e fiducia.
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