Tre domande alla logopedista Elisabetta Buzzi, che guiderà il percorso “L'Albo Illustrato: Un Ponte per il Linguaggio”

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Come nasce il progetto “Nati per parlare”? In altre parole, come le è venuta l’idea di utilizzare i libri per bambini 0-36 mesi per sostenere lo sviluppo del linguaggio?
Nati per parlare nasce dal desiderio di vedere, intervenire e sensibilizzare professionisti, genitori e decisori amministrativi, ad un approccio “wait and help” – “aspetta e aiuta”. Sappiamo che il linguaggio media la maggior parte delle nostre facoltà mentali e relazionali e un intervento precoce, prima dei 36 mesi, può realmente fare la differenza nello sviluppo di un bambino, tracciando traiettorie evolutive favorevoli. 
Lavorare con bambini molto piccoli permette di intervenire in un sistema in formazione in cui la capacità del cervello di adattarsi agli stimoli ambientali (plasticità cerebrale) ha il suo apice nei primi tre anni di vita del bambino. Questo consente un apprendimento veloce e un approccio meno invasivo con terapie indirette. Non solo, è anche una questione economica. In una ricerca di Heckman del 2006 conclude che: “Il ritorno di un dollaro investito nel supporto, nella prevenzione o nell’intervento nella prima infanzia (0-3 anni) è assai più elevato del ritorno dello stesso dollaro investito in epoche di sviluppo successive”. Investire nei più piccoli significa quindi investire meno.
Oggi sappiamo che le parole e le frasi utilizzate dai genitori durante la comunicazione con i loro bambini hanno un ruolo molto importante nello sviluppo del linguaggio e sappiamo anche che l'aumento della frequenza e della qualità della lettura tra genitore e bambino incidono sullo sviluppo delle capacità di attenzione e concentrazione dei più piccoli. I libri rappresentano quindi un ottimo strumento per stimolare il linguaggio, soprattutto se durante la lettura si utilizzano specifiche tecniche.
Ho sempre amato gli albi illustrati e passo la maggior parte del mio tempo a sfogliarli. Chiudo o inizio sempre le mie terapie con un albo illustrato ed è uno speciale momento di relazione tra me e il bambino; in altri casi diventano un ottimo strumento con cui lavorare. Gli albi illustrati uniscono il piacere visivo per le immagini, il linguaggio, i bambini e la relazione. Tutto ciò che amo. 

L’abitudine di leggere i libri ai bambini, magari prima che si addormentano, è abbastanza comune. Tuttavia, c’è chi, per i più svariati, motivi non lo fa. Oltre a sostenere lo sviluppo del linguaggio, quali sono gli altri vantaggi di un approccio (indiretto) alla lettura nei primi mesi dopo la nascita?
Io credo che il primo grande motivo per cui si debba leggere con i bambini sia il divertimento. La lettura condivisa è un momento molto divertente sia per il bambino che per il genitore, e poi alcuni libri sono davvero spassosi.
Èanche un ottimo modo per stare insieme e per entrare in relazione favorendo la crescita emotiva e l’elaborazione di momenti difficili.
Accompagna le tappe di sviluppo, anticipando le fatiche e suggerendo soluzioni.
Sviluppa il pensiero divergente e creativo, migliora le abilità visuo-spaziali e il pensiero critico, educa al senso civico e al rispetto reciproco.
Aiuta l’attenzione sostenuta e selettiva e, non ultimo, il linguaggio. Con la lettura condivisa i bambini imparano nuove parole, migliorano la frase che si allunga, si completa e si arricchisce e sviluppano la comprensione e le inferenze.
Insomma, leggere è un investimento gratuito a lungo termine.

Per finire una curiosità. Quando era piccola, quale era il suo libro preferito?
Ho amato molto “Favole al telefono” di Gianni Rodari di cui ricordo ancora la copertina dell’epoca. Le brevi e fantasiose storie mi hanno coinvolta molto. Ho letto una storia al giorno raggiungendo la fine del libro senza accorgermene. Imparare a leggere è faticoso, ma il libro giusto può renderlo un momento piacevole.

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Luogo
Biblioteca Comunale "Sandro Pertini", Via Orobie, Mozzo, BG, Italia
A Cura di

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17
Nov/25

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