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Risponde alle domande Maurizio Agazzi.
Come nasce il tuo amore per la montagna?
È stato letteralmente un colpo di fulmine avvenuto durante un giro delle Orobie negli anni ‘90. In quei tempi giocavo a calcio ed ero parecchio squattrinato! Potevo permettermi solo una vacanza “low cost” e da quei 5/6 giorni nacque il mio grande amore verso queste montagne. Della montagna conoscevo poco o nulla, ma con l’impegno e la perseveranza tutto è sorto spontaneo. Dalla semplice camminata è arrivata la prima salita a una vetta e successivamente, grazie a corsi e scuole preposte (sono stato un allievo dei Ragni di Lecco), ho affinato le conoscenze e la pratica dell’andar per monti. Passione, amore e dedizione: tre paroline che racchiudono tutto! E soprattutto tanta continuità ossia la caratteristica che ti permette di realizzare il sogno più grande… il più ambito. Nel mio caso lo scrigno delle Alpi Orobie, non inteso solo come libro ma come progetto di vita!
Negli ultimi anni, in diverse forme e con diversi approcci (non sempre corretti), la montagna è diventata un elemento importante per molte persone. Che cosa significa per te vivere la montagna in modo “autentico”?
Significa innanzitutto portarle rispetto, principio che ai giorni nostri non è proprio così scontato, e poi, come dicevo pocanzi, per me le Alpi Orobie rappresentano tutto! Quando molti anni fa ho avuto quel colpo di fulmine ho avuto la sensazione che le Orobie mi abbiano sussurrato “caro Maurizio, tu da oggi sarai la nostra voce” … e così è stato. Se lo stavate pensando ve lo dico senza tanti giri di parole “si, anche le montagne hanno un’anima”! Amo molto inoltre frequentare la montagna durante le ore della notte (parecchie leggende e storie che ho scritto sono nate proprio durante le mie ascese notturne) e questo lo considero un modo autentico – originale – di frequentare la montagna, naturalmente con tutte le accortezze del caso. Nella montagna cerco la riflessione, la bellezza ma soprattutto il silenzio, elementi che post pandemia erano venuti a mancare (le Alpi Orobie sono state letteralmente prese d’assalto), da qui l’idea di “ribaltare” il mio modo di andare in montagna: salire la notte per poi ammirare il momento più intimo del giorno ossia la sua nascita!
Col passare degli anni questa piccola idea è diventata un vero e proprio progetto con un numero cospicuo di ascese in stile notturno (sono oltre le 70/80). Non emulatemi però… mi raccomando!
Il libro “Lo scrigno delle Alpi Orobie” che presenterete a Mozzo accompagna il lettore tra le cime meno note e selvagge. Qual è a tuo parere la cima che avrebbe meritato più fortuna? E come mai?
Lo scrigno delle Alpi Orobie è appunto un “forziere astratto” che contiene le perle più belle, meno frequentate e più ricercate delle Orobie. Un’idea coltivata per vent’anni diventata un libro… cioè un’opera visto che sono 528 pagine con più di 400 fotografie! Un progetto che ha avuto due fasi distinte: la prima, ovvero quella più importante, ha consistito nel salire tutte le cime, i picchi, i torrioni ecc. tra i 2000 ei 3000 metri (e oltre delle Alpi Orobie), mentre la seconda fase e tutt’ora in sviluppo consiste nel salire alcune cime da vie poco conosciute e raramente ripetute (come nel caso delle 4 Matte sopra Colere, del Torrione Sant’Ambrogio, delle 7 Cime del Medasc, del Torrione del Castel di Picol, dei Denti dei Mughi, ecc.), ed è stato proprio questo presupposto che ci ha fatto comprendere come anche nel 2025 sia possibile fare dell’alpinismo avventuroso ed esplorativo sulle Alpi Orobie! Tornando alla domanda, la cima che avrebbe meritato più fortuna è quella che raffigura la copertina dello “scrigno”: il Torrione Sant’Ambrogio, un monolite alto oltre 50 metri che si stacca dalle pareti occidentali del Pizzo dei Tre Signori. Non veniva salito da oltre 50 anni (!!!) … forse anche 60 e ricordo che quando lo scalammo un giornalista del Corriere della Sera non credeva fosse una montagna delle Alpi Orobie! Era convinto fosse una cima in chissà quale remota catena montuosa e quando ha compreso che quella cima era 100% orobica ha pubblicato lo scatto fotografico sul Corriere della Sera! Una bella vittoria per le Alpi Orobie… Il motivo di questa scelta? Semplice: guardate la copertina del libro e lo capirete!
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