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Battaglia Angelo, Bonalumi Guido, Bonati Mario, Cattaneo Giuseppe, Cortinovis Arturo, Gamba Ignazio, Lenzi Leone, Nava Mario, Riva Giuseppe e Riva Luigi sono i nomi dei cittadini di Mozzo deportati nei lager nazisti, ai cui parenti il Sindaco Gianluigi Ubiali ha conferito le Medaglie d’Onore della Repubblica italiana.
La serata, aperta e chiusa da un reading musicale di Alberto Salvi e Gino Zambelli, è stata l'occasione per ufficializzare l'adesione del Comune di Mozzo a R1PUD1A, la campagna di Emergency contro la guerra.
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Ecco di seguito il discorso del Sindaco:
Buonasera.
Il 27 gennaio di ottant’anni fa veniva liberato il campo di concentramento di Auschwitz, lì dove vennero uccise oltre un milione di persone, e veniva squarciato il velo di omertà che aveva fino ad allora avvolto il più grande crimine commesso contro l’umanità. Quella data, assunta come simbolo di tutte le tragedie di quel periodo, viene ricordata oggi con la celebrazione del “Giorno della Memoria”.
È una ricorrenza che dovrebbe vincolare tutti ad un triplice impegno morale e civile: l’impegno a CONOSCERE cosa sono stati il genocidio degli ebrei, le infami leggi razziali emanate dal regime fascista e la deportazione degli italiani nei lager; l’impegno a RIPENSARE a questi orribili eventi della nostra storia recente con la forza della ragione e della pietà per le vittime; l’impegno a RAFFORZARE l'adesione e la pratica quotidiana dei valori costituzionali della libertà, dell'uguaglianza e del rispetto della persona umana.
Oggi però siamo qui in particolare per ONORARE e riconoscere il sacrificio e il coraggio di quanti, durante i giorni bui della Seconda Guerra Mondiale, furono internati nei campi di prigionia. Donne e uomini coraggiosi che sopportarono sofferenze indicibili, lontani dalle loro case e dai loro cari. Il loro spirito e la loro resilienza sono stati e saranno la testimonianza di eroismo e della capacità umana di resistere alle più atroci avversità.
Quanto andiamo a ricordare oggi avvenne dopo l’8 settembre 1943 mentre l’Italia democratica si stava finalmente liberando dalla dittatura fascista; fu proprio da quel momento che tutti i militari catturati furono considerati “prigionieri di guerra”, e ben presto furono dichiarati da Hitler in tutta la sua lucida e criminale follia ma non senza l’avallo codardo e servile di un fuggiasco Benito Mussolini, “Internati Militari Italiani”, sottraendoli così dalla tutela della Convenzione di Ginevra e dando ai tedeschi la più ampia libertà per il loro utilizzo coatto.
Gli internati furono sottoposti ad una feroce e martellante richiesta di adesione alla continuazione della guerra al fianco della Germania. Il 90% dei militari italiani, e con loro molti civili, rifiutò l’adesione preferendo restare nei lager e accettando una lunga detenzione fatta di stenti, di privazioni e di atroci sofferenze. Il loro fu un vero e proprio rifiuto alla dittatura nazi-fascista, all’arroganza ed alla sopraffazione: fu l’inizio della RESISTENZA da cui, come sappiamo, nacque di lì a poco la Repubblica Italiana.
Sono state soprattutto le testimonianze di chi è tornato che hanno convinto il Parlamento italiano ad emanare nel 2006 la Legge n. 296, con cui si concede una Medaglia d’Onore a tutti i cittadini italiani civili e militari che furono catturati, deportati e detenuti nei lager tedeschi e che hanno saputo dire con fermezza e con rabbia quel “NO!” che li ha elevati al rango di eroi della LIBERTÀ per la DEMOCRAZIA e che con il loro esempio fecero da guida a coloro che di lì a poco scrissero la Costituzione Italiana inserendo quell’articolo 11, tanto bello quanto apparentemente in contrasto con gli avvenimenti dei giorni nostri, in cui si afferma senza alcun dubbio interpretativo che “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Le medaglie che oggi consegniamo rappresentano non solo un simbolo di riconoscenza, ma anche un tributo alla memoria di coloro che non tornarono mai. Sono un segno tangibile del nostro rispetto e della nostra gratitudine verso gli internati che sopravvissero e verso le famiglie che persero i loro cari.
Queste medaglie ci ricordano l'importanza di preservare la memoria storica, affinché le generazioni future possano comprendere il prezzo della libertà e la necessità di lottare per la GIUSTIZIA e la PACE. I racconti di chi visse quegli anni terribili devono essere tramandati, affinché il mondo non dimentichi mai le atrocità del passato e possa lavorare per un futuro migliore.
È con profonda umiltà e gratitudine che oggi consegno queste medaglie. Che esse siano un simbolo duraturo del nostro impegno a ricordare, onorare e non dimenticare mai. Il loro coraggio di queste donne e uomini ci ispiri e la loro memoria ci guidi verso un mondo più giusto e pacifico, aiutandoci a porre un freno alla contemporanea tendenza ad assumere atteggiamenti e prese di posizione, anche politiche, che minimizzano o addirittura negano l’accaduto e che così facendo minano quell’impegno primario volto a garantire la pace di cui loro furono eroici testimoni.
Lo dobbiamo, ribadisco, alla MEMORIA di tutti coloro che hanno sofferto in quel periodo buio della storia e lo dobbiamo, questa sera, ai nostri Concittadini BATTAGLIA ANGELO, BONALUMI GUIDO, BONATI MARIO, CATTANEO GIUSEPPE, CORTINOVIS ARTURO, GAMBA IGNAZIO, LENZI LEONE, NAVA MARIO, RIVA GIUSEPPE e RIVA LUIGI che onoriamo con la consegna della Medaglia d’Onore.
Grazie.
Gianluigi Ubiali Sindaco