#mozzoneltempo: Ol Mentì

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Ol Mentì, profeta de’ Mos

«Si chiamava Clemente Bonacina detto ol Mentì, nato a Mozzo di Sopra nella Cascina di Minós, il primo maggio 1890 (è morto nel 1971). […] Lo vedevi gironzolare per il bosco, sempre con la falce (pighesa) appesa alla cintola dei pantaloni, con al collo un foulard sgargiante, il cappello di paglia calato sugli occhi e l’inseparabile pipa africana in bocca. Incontrandolo ti faceva soggezione, quest’uomo con la pighesa che sembrava volesse tagliare chissà quanta legna invece si limitava a tagliare gli arbusti secchi senza creare danno al bosco. E alla sera si portava a casa la piccola fascina di legna, e, immancabilmente, un mazzetto di fiori di bosco selvatici (autoctoni). […] Le poche volte che frequentava l’osteria sotto casa “il Dopolavoro” lo sentivi parlare degli arabi e diceva ad alta voce in modo che tutti sentissero: “Abari, i me disìa ché i èra sénza Dio, i ghèra piö tànta fede dé notér, i o mài sènticc a béstémià, notér fi ché foi ‘nséra drè a béstémià, lùr i pregàa tré ölte al dé, notèr gnà mèza» e concludeva il sermone dondolando il capo “E notèr a ‘n ‘sera i cristià!”».

Da “Mozzo nei miei ricordi” di Luigi Rota che verrà presentato domenica 13 ottobre alle ore 17.30 a Social Mozzo, all’interno di Mozzo Risuona. Link all'evento fornito nella sezione Link Utili.

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