Tre domande a Marcello Algeri per lo spettacolo “Opera in Danza” del 27 luglio

Marcello Algeri è l’autore della coreografia di “Opera in Danza”, lo spettacolo di danza della compagnia Proballet che andrà in scena sabato 27 luglio all’Auditorium “A.M. Mozzoni” di Mozzo (in fondo all’intervista tutte le informazioni sulla serata).

Data Pubblicazione:

24 Luglio 2024

Tempo di Lettura:

4 minuti

Ultimo Aggiornamento:

29 Luglio 2024 14:49

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Tre domande a Marcello Algeri per lo spettacolo “Opera in Danza” del 27 luglio

Marcello Algeri è l’autore della coreografia di “Opera in Danza”, lo spettacolo di danza della compagnia Proballet che andrà in scena sabato 27 luglio all’Auditorium “A.M. Mozzoni” di Mozzo (in fondo all’intervista tutte le informazioni sulla serata).

Da cosa nasce l’idea di uno spettacolo di danza dedicato all’opera lirica?
Nasce soprattutto dal fatto che quest’anno l’opera lirica è stata riconosciuta come patrimonio dell’umanità. La capacità del nostro canto, della nostra opera lirica, del bel canto italiano, di creare spazi privilegiati nel campo artistico è una grandissima fonte di ispirazione per chiunque, soprattutto per chi cerca, con il movimento, di dare vita alle note di autori unici, di autori che hanno portato esempi rari, e poi copiati in tutto il mondo, nel campo della musica, in questo caso dell’opera lirica. Quindi “Opera in Danza” è un balletto, uno spettacolo, che cerca di sdrammatizzare la forza delle opere e della capacità della musica classica e operistica, per creare un momento di piacevole interpretazione, un momento buffo, un momento in cui si possa sorridere e si possa godere della bellezza del canto e della musica, e nello stesso tempo ci si possa sentire interpreti di un movimento che è vissuto su note eterne come quelle di Rossini, di Mascagni, Hendel etc.

Nella presentazione dello spettacolo viene sottolineato il «prezioso contributo drammaturgico» della coreografia. In cosa consiste?
Ovviamente con una musica d’opera il valore aggiunto del movimento è quello dell’interpretazione: tutti i ragazzi sono stati esortati a dare una drammaturgia e un’interpretazione superiore. Questa interpretazione poteva essere vissuta in due canali diversi: un canale molto serio, di riflessione, ma oggi io credo che abbiamo bisogno di sorridere, di godere degli spettacoli dell’arte quindi il canale che abbiamo scelto è quello dell’ironia, della fanciullezza, del sorriso. La drammaturgia di questa “Opera in Danza” è improntata alla forza che la bellezza del sorriso può dare ad una società, che oggi va in una direzione diciamo quasi di distruzione. “Opera in Danza” è un tentativo di aprire gli animi, un tentativo di aprire le menti verso la bellezza, il sorriso, l’amore, verso la via di una capacità di sapersi guardar ancora negli occhi e dire «Ti Amo».

La compagnia Proballet è composta da giovani danzatori. Che cosa può dare oggi la danza a chi si avvicina ad essa?
La danza, come tutte le arti, sta vivendo un momento drammatico, di decadenza, di grande difficoltà perché il mondo, come è ben chiaro a tutti, è ben visibile, sta andando in un’altra direzione, una direzione fallimentare, di violenza, di guerra. L’arte come portatrice di valori sociali, come portatrice di giustizia sociale, ha in questo momento un grandissimo valore e la responsabilità di portare l’attenzione sulle cose giuste, sull’etica, sull’amore, su una strada e un tragitto che porta non alla guerra ma alla pace, alla condivisione, alla socialità. Cosa si deve aspettare oggi un ragazzo dalla danza? Un ragazzo si deve aspettare non quello che succedeva prima, cioè la grande capacità di poter fare una vita artistica al 100%. Oggi qualsiasi giovane che si avvicina alla danza deve credere che attraverso i suoi sacrifici, lavoro, studio, la sua artisticità possa fare la differenza a livello sociale. È questo che un ragazzo oggi si deve aspettare, si deve aspettare di diventare artista perché la differenza della sua interpretazione, della sua capacità introduttiva di problemi sociali può dare una goccia e spingere il mondo in una direzione diversa da quella in cui sta andando adesso. I tempi sono difficili, sono duri, ma esorto tutti a nutrirsi di arte, a provare la strada artistica della danza, perché la danza è un’arte meravigliosa, un’arte con una capacità creativa, visiva e interpretativa che non ha eguali.

 

Locandina disponibile in allegato. Ulteriori dettagli dell'evento disponibili al link fornito.

Luogo
Auditorium comunale Anna Maria Mozzoni, Via Alfredo Piatti, Mozzo, BG, Italia
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