Venerdì 24 luglio, per “A levar l’ombra da terra”.
Data Pubblicazione: 27 Luglio 2026
Venerdì 24 luglio, per “A levar l’ombra da terra”.
Data Pubblicazione: 27 Luglio 2026
Portare un libro complesso e necessario come “La scomparsa dei riti” del filosofo coreano Byung-Chul Han a una dimensione popolare, lasciando al pubblico la possibilità di sondare i diversi livelli di lettura dello spettacolo. Riportare il corpo, la voce e il gesto al centro della nostra attenzione, troppo spesso distratta dal vuoto della comunicazione digitale. E trasformare quella comunicazione priva di appigli di senso in storia di comunità, attraverso i riti pubblici e privati di due persone sul palco con le loro storie.
Hanno fatto questo Marcela Serli e Andrea Collavino in “La Vita Resistente”, duetto in forma di narrazione teatrale per il festival “A levar l’ombra da terra” venerdì 24 luglio alla Villa Dorotina di Mozzo. La scoperta dell’innamoramento e quella del dolore; il ballo della scuola e il terremoto in Friuli; la gioia dell’amore e la sofferenza per la morte di un padre. Sono alcuni dei punti di passaggio di due attori che sanno scambiarsi magistralmente i ruoli e di due vite che si intrecciano, laddove il rito da personale diventa collettivo e la biografia teatro.
Davanti alle tante persone presenti a Villa Dorotina, Serli e Collavino hanno fatto ridere e commuovere, cedendo al pubblico piccoli e grandi stralci di vita, affinché propagassero in ognuno un orizzonte di significati ben più grande e importante del singolo accadimento.
Il risultato è uno spettacolo bello e ben costruito: nel testo, nell’interpretazione, nella scenografia lasciata volutamente scarna (due sedie e una giacca) per dare spazio all’ascolto, al ricordo e all’immaginazione. Siamo comunità, sembra dirci “La Vita Resistente”, se abbiamo momenti da condividere e scambiarci. Perché non siamo individui solitari davanti uno schermo, ma esseri di carne, lacrime e palpiti che fanno il mondo.
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